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Associazione per la Difesa delle Professionalità Mediche
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Una nuova Associazione
al servizio dei Medici
e della Sanità Italiani

Prof. Giorgio Cortesina Presidente ADIMED

L'ADIMED è un'associazione costituita nel 1997 il cui scopo è la difesa del medico, sempre più coinvolto in eventi negativi che lo vedono involontario protagonista di un sistema molto complesso, nel quale la sua condizione professionale è diventata più difficile e rischiosa, mentre se ne sono ridotti i vantaggi in termini di gratificazione e di immagine.

La ragione della nascita dell'ADIMED è un obbiettivo stato di disagio del medico nell'esercizio della sua professione, per le caratteristiche profondamente mutate della prestazione sanitaria e del rapporto tra medico stesso e paziente.

Le ragioni storiche e sociali che hanno determinato il fenomeno sono sotto gli occhi di tutti. Fino al dopoguerra, il medico esercitava un'arte basata su un bagaglio di conoscenze enormemente minore rispetto ad oggi e corredata da funzioni psicologiche e consolatorie. Ora è chiamato ad essere uno scienziato e un manager. Il tramonto del rapporto personale paziente-medico, che oggi è sempre più sostituito dal rapporto impersonale paziente-struttura, è in genere mal sopportato. Di questo mutamento il medico non è responsabile, ma a sua volta lo subisce come conseguenza della estrema complessità e dell'alto tecnicismo oggi inerenti necessariamente alla lotta contro le malattie. Inoltre il clamore informativo circa le nuove possibilità della medicina ha ingenerato nei pazienti una aspettativa, e di conseguenza una pretesa, troppo spesso illimitata.

Il disagio si è particolarmente accentuato negli ultimi anni sulla scia di quanto sta accadendo in molti Paesi occidentali, caratterizzati da un altissimo e a volte esasperato atteggiamento di rivendicazione di fronte a qualsiasi possibile o presunto danno subito.

In realtà, la condizione del medico è resa più difficile da una serie di gravi fattori negativi ben noti a chi esercita la professione.

In sintesi. L'enorme volume delle conoscenze raggiunto dalla scienza medica rende praticamente impossibile "sapere tutto" mentre l'aggiornamento è ostacolato dal poco tempo disponibile e dagli alti costi. I medici sono oberati da una massa imponente di adempimenti (e quindi di responsabilità) di carattere non sanitario ai quali si aggiungono oggi, in misura allarmante, le accentuate implicazioni di ordine giudiziario e assicurativo. I medici sono incaricati di conservare, proteggere e riparare una struttura che non hanno costruito e che li coinvolge in responsabilità alle quali sono spesso estranei.

Difendere il medico, obbiettivo per cui è nata l'ADIMED, significa agire in più direzioni:

  • Aiutarlo nella fase della formazione e dell'aggiornamento in modo da migliorarne la preparazione professionale.
  • Diversificare la responsabilità del medico da quella della struttura in cui opera e, contemporaneamente, battersi con decisione per migliorare le strutture stesse.
  • Aiutare il medico a darsi una adeguata conoscenza dei problemi legali e assicurativi.
  • Prestargli consulenza e tutelarlo in ogni circostanza e in ogni sede istituzionale, giudiziaria e politica.
  • Ricostruire l'immagine della professione, anche attraverso una sensibilizzazione dei cittadini ai problemi della sanità visti una volta tanto dalla parte del medico.

Questi gli obbiettivi avanzati dell'Associazione:

  • Distaccare il medico dalle altre categorie (attualmente nel contratto unico) con definizione della diversità del ruolo.
  • Portare l'orario di lavoro a 40 ore la settimana, in netta contro tendenza rispetto alle 35 ore.
  • Rendere possibile il raggiungimento della pensione dopo 35 anni (in pratica all'età di 65 anni) e riconoscere un mese l'anno di anzianità pensionistica in più in conseguenza del carattere usurante della professione.
  • Instaurare l'obbligo controllato di sei ore di studio settimanali.
  • Istituire un mese sabbatico ogni tre annida consumare in aggiornamento obbligatorio all'estero.
  • Definire la libera professione come attività da svolgersi extra-moenia, mentre quella intra-moenia non deve essere una prerogativa del medico ma una possibilità dell'azienda. Nelle strutture private la libera professione deve far parte dell'offerta globale di salute pubblica e svolgersi in regime di concorrenza.
  • Studiare le possibilità di modifiche legislative che spostino alcuni eventi del contenzioso dall'ambito giudiziario a quello extra-giudiziario, come già avviene in altri Paesi.

L'ADIMED, nel perseguire i suoi intenti, non si pone contro nessuna delle istituzioni esistenti, alle quali anzi intende affiancarsi, ove possibile, in spirito di collaborazione.

  • Non contro l'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, di cui riconosce la funzione superiore di garante della deontologia professionale. Sono proprie dell'Ordine anche funzioni di giudice, mentre l'ADIMED si propone esclusivamente di contribuire al momento della difesa del medico.
  • Non contro i Sindacati: sarà con loro sul terreno della difesa pratica, magari con idee originali e senza posizioni ideologiche precostituite.
  • Non contro le Aziende Ospedaliere, con le quali anzi condivide uno scopo comune. Si tratta però di identificare e realizzare la precisa suddivisione dei compiti e delle responsabilità.
  • Non contro le Associazioni dei Malati. Sarà anzi loro alleata nello sforzo di sollecitare le autorità centrali e regionali sui problemi della sanità.

Già attualmente è a disposizione degli iscritti un servizio di consulenza svolto da un'equipe di avvocati, medici legali e clinici delle varie specialità: i consulenti medici prestano la loro opera gratuitamente. I consulenti garantiscono anche una sorta di reperibilità di emergenza. Si stanno studiando le problematiche legate al "danno d'immagine" che il professionista può ingiustamente subire i caso di incauta denuncia o diffamazione.

Queste iniziative sono il frutto dei primi, forse un po' disordinati, ma redditizi, mesi di vita di questa Associazione che certamente si presenta e si propone come innovativa nel panorama della Sanità italiana. In particolare si vuole cercare di restituire al medico quel ruolo di centralità nel mondo "sanità", non solo clinico ma anche gestionale e soprattutto intellettuale che rappresenta il presupposto necessario per ricostruire su basi rinnovate i rapporti con il paziente e con le istituzioni sanitarie, civili e politiche. Per raggiungere questo scopo saranno necessari il sostegno e l'apporto costruttivo del maggior numero possibile di medici, ma anche di altri operatori del mondo sanitario a cui sono certamente e comunque aperte le porte dell'Associazione: siamo infatti convinti che il dialogo sulla "Sanità" debba svilupparsi su una linea tracciata dal contributo di tutte le sue componenti interessate a farla crescere nella qualità dei servizi offerti ai pazienti, ma anche nelle caratteristiche positive dell'ambiente, inteso come strutture fisiche e come clima generale, entro cui queste prestazioni devono essere offerte.

Come contattarci
Tel. 011-6696925
Fax 011-6501012
Indirizzo segreteria:
Via Baretti n°29/D
10125 Torino